Pranzo pasquale e capacità di portare a tavola tradizione e pecularietà
PRANZO PASQUALE
Quest’anno organizziamo un pranzo pasquale caratterizzato da piatti provenienti da diverse regioni. Un pranzo pasquale atipico in cui vediamo arrivare a tavola pietanze tipiche di diverse zone d’Italia. Antipasti, primi, secondi e contorni, gusti e tradizioni diversi che si mischiano creando sorpresa e apprezzamento nei vostri commensali. Se vi piace l’idea continuate a leggere e il vostro pranzo pasquale sarà “particolarmente tradizionale”
Il pranzo pasquale è da sempre momento di grande impegno per le mamme e di grande piacere per coloro i quali si siedono a tavola, sentendo quel meraviglioso profumo che dalla cucina ci fa immaginare i buoni piatti che arriveranno in tavola dopo un po’, i patti tipici del pranzo pasquale. Quest’anno sentiremo profumi diversi da quelli a cui siamo abituati. Quest’anno prepareremo un pranzo pasquale che porta in tavola ghiotte e insolite ricette tipiche delle diverse regioni italiane. Tovaglia bianca, tovaglioli color pastello e di colore differenti tra di loro, fiorellini qua e là, poi.. trasferiamoci in cucina. Cominciamo a sfogliare qualche ricettario regionale o facciamo una ricerca su internet su siti specializzati, per decidere il menù del nostro pranzo pasquale.
Antipasto: comincerei con il portare in tavola dal pranzo pasquale, antipasti e prodotti tipici della cucina laziale e romana. Un vassoio di carciofi alla giudia, una ciotola con puntarelle in salsa di alici, posizionata su un piatto e tagliate a piccoli pezzi una frittata di carciofi alla romana, e infine non possono mancare gli affettati, un bel tagliere di salumi e formaggi sta sempre in qualsiasi antipasto che si rispetto. Volendo dedicare il nostro antipasto del pranzo pasquale alla regione Lazio, possiamo portare in tavola dei prodotti con presidio “slow food”, prodotti difficili da trovare in commercio e quasi in via d’estinzione, come la “susinella di Viterbo", considerando il periodo possiamo prenderla con stagionatura fresca. Da abbinare una “marzolina”, piccolo formaggio secco di capra che una volta si produceva solo nel periodo di marzo o un “cacio fiore della campagna romana”da considerarsi una sorta di antenato del pecorino romano ma realizzato con caglio vegetale ottenuto dal fiore di carciofo o di cardo selvatico.
Dopo l’antipasto, il pranzo pasquale segue con un primo della cucina calabrese “lagane ccu’ ricotta” o in alternative le classiche “Lasagne pasquali” sempre presenti nel pranzo pasquale di quasi ogni regione d’Italia.
Il secondo? Cucineremo agnello o capretto… potete decidere tra un “cosciotto di agnello all’abruzzese” o “capretto lucano alle erbe fresche mediterranee” con contorno di patate e "cipolline agrodolce" tipiche della cucina siciliana.
Arriviamo poi al dolce… Ogni pranzo pasquale che si rispetti non può non terminare con il dolce pasquale per eccellenza, la pastiera napoletana, una sorta di crostata di grano e ricotta dal profumo di fiori d’arancio.
Che dire? Sicuramente non dietetico e leggero, ma sicuramente molto saporito, il pranzo pasquale è servito in tavola. Buon appetito!
Ora che avete qualche idea sul menù per il vostro pranzo pasquale non vi resta che leggere il BLOG di TIVOGLIOREGALARE per altri utili consigli organizzativi sulla vostra Pasqua, che potrete gestire online grazie al servizio offerto da Tivoglioregalare.it.